Percorsi mtb sulle Alpi Liguri
Itinerario 76
Discesa da Colla dei Termini al rifugio Manolino

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Aggiornamento: 5/2012
Punto di partenza: Colla dei Termini
Come arrivare: Il Passo è raggiunto dall'itinerario 7.
Itinerario.
Sul valico lasciamo la strada e saliamo nel prato dietro alla dicitura metallica. Non c'è un sentiero e saliamo cercando il percorso più facile. In breve arriviamo su una vaga traccia di sentiero e la seguiamo a destra, in salita (vedi nota 1). Il sentiero aggira il cocuzzolo che domina la Colla dei Termini e raggiunge un bel prato pianeggiante (km 0,2).
Proseguiamo in salita seguendo un sentierino poco visibile e impedalabile. Dopo aver guadagnato un po' di dislivello pieghiamo a sinistra attraversando una zona con cuscini glaciali, belli ma ostacolo insuperabile per le ruote.
Raggiungiamo un evidente sentiero erboso (km 0,4) e lo seguiamo in salita moderata.
Al termine della salita scendiamo velocemente sul sentierino che attraversa il rodoreto e raggiungiamo un fosso (km 0,7).
Seguiamo un sentierino che attraversa il pendio della montagna. Il percorso è facile nelle zone erbose ma difficile in quelle rocciose. Una breve e ripida salita (qui è possibile salire dalla strada, vedi nota 2) sale a valicare la Costa Garassina (km 1,2).
Il sentiero sparisce e dobbiamo salire qualche metro per ritrovare la traccia. Lo stretto sentiero attraversa la montagna e raggiunge un valico (km 1,6; Colletto Zottazzo Soprano).
Affrontiamo la discesa che si presenta sassosa e ripida. Attraversiamo le pietrarie anche con qualche brevissima risalita ed infine scendiamo ripidamente in direzione di un pianoro con qualche laghetto.
Raggiunto il pianoro (km 2,7) perdiamo subito il sentiero e gli scarsi segnavia (frecce bianche e scritte TVT, qualche segno rosso).
Attraversiamo il piano che in realtà è costituito da piccoli avvallamenti e dossi che ostacolano la visuale.
Cerchiamo di andare diritti (vedi nota 3) incontrando alcuni laghetti stagionali e raggiungiamo l'ultimo dosso dove dobbiamo indovinare l'uscita (km 2,9) per non perderci in una selva impraticabile di rododendri.
Incontriamo qualche ometto ed un buone sentiero che ci guida sulla costa tra due valli.
Il sentiero sparisce bruscamente (km 3,2). Non dobbiamo seguire la traccia che prosegue verso il Briccazzo ma voltare a destra.
Il sentiero è invisibile ma prende forma dopo qualche metro. Scendiamo fino al fondo della valletta (km 3,4) dove il sentiero sparisce ancora una volta.
Scendiamo direttamente cercando il passaggio tra i rododendri mentre tra l'erba emergono le acque di una sorgente che impregnano il terreno.
Entriamo nel pascolo dove ritroviamo un segnavia ma non il sentiero.
Attraversiamo il pascolo tenendo verso destra in direzione della base della Rocca dell'Aquila e, con un po' di fortuna, troviamo una traccia.
La traccia diventa un sentiero che scende alla costruzione del Gias della Valletta (km 4,2).
Dopo un breve tratto arriviamo al sentiero (km 4,3) percorso dall'itinerario 20 e lo seguiamo a destra.
Superiamo la breve e ripida salita che ci permette di raggiungere la chiesetta di Santa Teresa e la strada che porta al rifugio Manolino (km 4,8).
Dislivello: -470 m.
Ciclabilità: 87%
Asfalto: -%
Osservazioni: breve itinerario che non deve assolutamente essere sottovalutato. Il percorso presenta forti difficoltà di orientamento ed è da evitare con nebbia. Per proseguire dal Manolino vedi itinerario 20, itinerario 19 e itinerario 32.
Nota 1. Aggirare il cocuzzolo a sinistra è possibile ma sconsigliabile a causa dei rododendri e dei cuscini glaciali
Nota 2. E' possibile evitare la salita iniziale scendendo sulla strada diretta alle Zotte degli Stanti. Poco prima del primo tornante dobbiamo salire a destra il ripido pendio raggiungendo il sentiero prima della Costa Garassina.
Nota 3. Probabilmente è possibile lasciare l'altopiano andando a destra passando tra le doline e la base della Cima Ciuaiera. La scritta TVT (Trans Val Tanaro) su un grosso masso sembra indicare questa soluzione.

 mappa  foto foto  foto  gps


Go down from Termini Pass to Manolino refuge

Updating: 5/2012

Start point: Termini Pass
How to arrive: The Pass is reached by the itinerary 7.
Itinerary.
On the Pass we leave the road and we climb the lawn behind the metallic wording. There is not a path and we go up looking for the easiest run. Shortly we arrive on a vague trace of path and we follow to the right it, in slope (you see nota 1). The path revolves the summit that dominates the Pass of the Terms and it reaches a beautiful level lawn (km 0,2).
We continue in slope following a little visible and not cycle path. After having earned some gradient we turn to the left crossing a zone with glacial pillows, beautiful but insuperable obstacle for the wheels.
We reach an evident grassy path (km 0,4) and we follow it in moderate slope.
At the end of the slope we quickly go down on the narrow path that crosses the rhododendrons and we reaches a ditch (km 0,7).
We follow a path that crosses the slant of the mountain. The run is easy on the grassy zones but difficult in those rocky. A short and steep slope (here it is possible to climb from the road, you see note 2) goes up to cross the Costa Garassina (km 1,2).
The path disappears and we has to climb some meter to find again the trace. The narrow path crosses the mountain and reaches a pass (km 1,6; the Passo della Valletta).
We face the descent that is stony and steep. We also cross the stony ground with some short ascent and we steeply go down finally in direction of a plateau with some little pond.
Reached the upland (km 2,7) we immediately lose the path and the scarce trail signs (white arrows and writings TVT, some red sign).
We cross the plan that is constituted by small subsidences and backs that hinder the view.
We try to go straight (you see note 3) meeting some seasonal little ponds and we reach the last back where we have to guess the exit (km 2,9) not to lose us in an impracticable forest of rhododendrons.
We meet some little cairn and a good path that it drives us on the ridge among two valleys.
The path brusquely disappears (km 3,2). We don't have to follow the trace that continues toward the Briccazzo but to turn to the right.
The path is invisible but it takes form after some meter. We go down up to the bottom of the valley (km 3,4) where the path disappears once more.
We directly go down looking for the passage among the rhododendrons while among the grass emerge the waters of a source that imbue the ground.
We enter the pasture where we find again a trail sign but not the path.
We cross the pasture holding toward right in direction of the base of the Rocks of the Eagle and, with some fortune, we find a trace.
The trace becomes a path that goes down to the construction of the Gias of the Valletta (km 4,2).
After a short tract we reach the path (km 4,3) crossed by the itinerary 20 and we follow to the right it.
We overcome the short and steep slope that allows us to reach the church of Saint Teresa and the road that it brings to the Manolino refuge (km 4,8).
Gradient: -470 ms.
Cycle: 87%
Asphalt: -%
Observations: short itinerary that doesn't absolutely owe to be underestimated. The run offers strong difficulties of orientation and is to avoid with fog. To continue from the Manolino you see itinerary 20, itinerary 19 and itinerary 32.
Note 1. It's possible to revolve to the left the summit but is unadvisable because of the rhododendrons and of the glacial pillows
Note 2. It's possible to avoid the initial slope going down on the road direct to the Zotte of the Stanti. Just before the first hairpin bend we have to climb to the right the steep slant reaching the path before the Costa Garassina.
Note 3. Probably it is possible to leave the highland goingto the right passing between the dolinas and the base of the Top Ciuaiera. The writing TVT (Trans Val Tanaro) on a big rock it seems to point out this solution.