Itinerari mtb sulle Alpi Marittime
Itinerario 28
Discesa dal rifugio Balur a Roaschia, via Prarosso

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Aggiornamento: 6/2016
Partenza: rifugio Balur
Come arrivare: Il rifugio è raggiunto dall'itinerario 24.
Itinerario.
Dal rifugio saliamo i pochi metri che ci separano dal Colle Balur.
Un evidente e invitante sentiero scende dalla parte opposta attraversando la testata del vallone.
Lo imbocchiamo e scendiamo passando nei pressi di una fonte (km 0,8) e raggiungendo il fondo del vallone (km 1). Purtroppo il divertimento è già finito.
Il sentiero, invaso dall'alta erba, sale ripidamente e prosegue con alcuni saliscendi spesso poco ciclabili.
Attraversiamo un roccioso ruscello (km 1,7) e raggiungiamo le rovine del Gias del Liret (km 1,9).
Ostacolati dall'erba alta e dalle abbondanti ortiche attraversiamo il fondo della valle e iniziamo la traversata dei canali che solcano il versante settentrionale del monte Bussaia.
Dopo aver attraversato cinque canali principali iniziamo una salita con ripidi tornanti uscendo su una spalla (km 3) della Costa del Liret.
Abbiamo già faticato un bel po' ma i guai sono solo all'inizio.
Dalla spalla iniziamo una traversata non molto ripida ma impedalabile, resa scivolosa dalla fitta vegetazione. dove le mani servono a mantenere l'equilibrio e la bici è un grosso impedimento.
La traversata termina con una salita molto ripida all'interno di un canaletto pieno di arbusti,
Usciamo finalmente su un crinale pascolivo (km 3,8; località La Maddalena); la cosa migliore sarebbe scendere nel Vallone Pioccia sotto di noi dove dovrebbe esserci un sentiero, ma io volevo tornare a Roaschia e così i problemi non sono finiti.
Seguiamo una traccia sul crinale andando a sinistra. La traccia scompare e dobbiamo seguire il crinale tra cespugli di rododendro fino a quando il pendio accenna salire (km 4; se ci fosse nebbia qui sarebbe davvero un problema).
Svoltiamo a sinistra evitando di scendere molto e, se non abbiamo sbagliato questo passo obbligato, dopo trenta metri troviamo un largo sentiero che scende attraversando il versante settentrionale del cocuzzolo.
La discesa termina su una lunga sella prativa che percorriamo fino a un bivio (km 4,6) dove trascuriamo il sentiero a destra per proseguire sul crinale in salita e senza alcuna traccia.
Dopo una decina di metri scendiamo a sinistra iniziando la parte peggiore di tutto il percorso.
Il vago sentiero scompare completamente. Attraversiamo senza scendere troppo e cercando il tracciato meno disagevole ma percorriamo con grande disagio circa 300 metri attraversando le pendici del monte Sapè e puntando alla piramide rocciosa della Punta di Prarosso.
Arriviamo sotto alla parete e troviamo un buon sentiero sassoso che ci fa sembrare di essere in dolomiti.
Il sentiero, comunque quasi impedalabile, sale a un crinale prativo (km 5,4) che seguiamo sul filo a sinistra.
Il segnavia r8 , anche se visibile solo saltuariamente, è ora utile. Lasciamo il crinale scendendo il meno possibile a destra per aggirare uno spuntone roccioso e seguiamo accuratamente il sentierino che raggiunge un balcone roccioso con ometto (km 5,7; passaggio obbligato).
Attraversiamo il prato senza scendere e raggiungiamo il crinale oltre il quale sprofonda la valle. Dopo pochi metri in discesa sul crinale lo lasciamo (km 5,9) per scendere a destra nel pascolo lungo la linea di massima pendenza.
Attraversiamo il pascolo e qualche boschetto e arriviamo ad alcuni speroni rocciosi che percorriamo con cautela perchè a sinistra strapiombano a valle.
Dopo un pulpito scendiamo ripidamente entrando nel bosco dove purtroppo il sentiero è quasi assente.
Evitando assolutamente di perdere il segnavia scendiamo con qualche tornante e arriviamo a un canalone (km 6,9) sconvolto da una valanga.
Entriamo nel canalone pieno di alberi abbattuti e scendiamo sul suo fondo per una decina di metri finchè a destra è possibile intuire la ripresa del sentiero.
Scendiamo presso la sponda destra con qualche tornante e usciamo dal bosco (km 7,2).
Scendiamo sulla linea di massima pendenza sul prato e arriviamo alla Colla di Prarosso e al termine delle difficoltà (km 7,5).
Scendiamo utilizzando la strada a sinistra, strada che diventa asfaltata (km 9,8) e porta a Roaschia (km 14,4).
Dislivello: -1340 m.
Ciclabilità: 76%
Asfalto: 32%
Osservazioni: fino alle Maddalene il sentiero è stato recentemente (2017) ricostruito.


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Updating: 2016/6
Start point: Balur refuge
How to arrive: The refuge is reached by the itinerary 24.
Itinerary.
From the hut we climb the few meters that separate us from the Balur Pass.
An evident and inviting path goes down opposite crossing the heading of the valley.
We take it and go down passing near a source (km 0,8) and reaching the bottom of the valley (km 1). Unfortunately the fun is ended already.
The path, invaded by the tall grass, climbs steeply and it continues with some ups and downs often few cycle.
We cross a rocky brook (km 1,7) and reach the ruins of the Gias of the Liret (km 1,9).
Hindered by the tall grass and by the abundant nettles we cross the bottom of the valley and begin the crossing of the channels that they plough the northern slope of the Bussaia mountain.
After having crossed five main channels we begin a slope with steep hairping bends going out on a shoulder (km 3) of the Costa of the Liret.
We have already worked a lot but the troubles are alone to the beginning.
From the shoulder we begin a not very steep but not cycle crossing, made slippery by the sharp pain vegetation, where the hands serve to maintain the equilibrium and the bike it is a big impediment.
The crossing finishes with a very steep slope inside a narrow channel full of bushes,
We finally go out on a meadowland ridge (km 3,8; place La Maddalena); the best thing would be to go down in the Vallone Pioccia under of us where it should be a path, but I wanted to return to Roaschia and so the problems are not ended.
We follow a trace on the ridge going to the left. The trace disappears and we have to follow the ridge among rhododendron bushes up to when the slant starts to climb (km 4; if there was fog here would be a big problem).
We turn to the left avoiding to go down a lot and, if we have not mistaken this forced pass, after thirty meters we find a wide path that goes down crossing the northern side of the summit.
The descent finishes on a long meadow saddle that we cross up to a fork (km 4,6) where we neglect to the right the path to continue on the ridge in light slope and without any trace.
After about ten meters we go down to the left beginning the worse part of the whole run.
The vague path disappears completely. We cross without going down too much and looking for the least uncomfortable layout but we cross with great uneasiness around 300 meters crossing the slopes of the Sapè mountain and aiming to the rocky pyramid of the Point of Prarosso.
We reach under the wall and find a good stony path that makes us seem to be in Dolomites.
The path, however almost not cycle, goes up to a meadow ridge (km 5,4) that we follow to the left on the ridge.
The trail sign r8 , even if only occasionally visible it is now profit. We leave the ridge going down the less possible to the right to revolve a rocky spike and we carefully follow the narrow path that reaches a rocky balcony with cairn (km 5,7; forced passage).
We cross the lawn without going down and reach the ridge over which the valley precipitates. After few meters in descent on the ridge we leave it (km 5,9) to go down to the right in the pasture along the line of maximum inclination.
We cross the pasture and some grove and arrive to some rocky spurs that we cross with caution because to the left they lean to valley.
After a pulpit we steeply go down entering the wood where unfortunately the path is almost absent.
Absolutely avoiding to lose the trail signs we go down with some hairping bend and reach a gully (km 6,9) ruined by an avalanche.
We enter the gully full of felled trees and go down on its bottom for about ten meters up to the right it is possible to realize the restart of the path.
We go down near the right bank with some hairping bend and go out of the wood (km 7,2).
We go down on the line of maximum inclination on the meadow and arrive to the Prarosso Pass and at the end of the difficulties (km 7,5).
We go down using to the left the road, road that becomes asphalted (km 9,8) and leads to Roaschia (km 14,4).
Gradient: -1340 ms.
Cycle: 76%
Asphalt: 32%
Observations: